Storia ed evoluzione dei macchinari per il taglio legno

30 | 05 | 2022


Un piccolo excursus sull’evoluzione dei macchinari da taglio, per capire da dove siamo partiti e per immaginare dove stiamo andando.


Un viaggio nel tempo…


Per risalire alle origini delle prime macchine per il taglio dei materiali in Italia dobbiamo fare un salto nel passato, andando indietro nei secoli fino all’epoca romana. Affidandoci alle fonti storiche sappiamo infatti che le prime testimonianze risalgono a questo periodo: un fatto che non dovrebbe stupirci, considerando che lo sviluppo del commercio e l’espansionismo militare che resero grande Roma furono possibili anche grazie alla tecnologia di cui disponeva.


Risale a questo periodo una delle pochissime testimonianze a proposito dell’energia idrica utilizzata per il taglio e la segatura meccanica della pietra: quella del poeta Ausonio, contenuta nella Mosella (370 dC).


Le segherie alla veneziana


Dopo il periodo di oblio tecnologico di epoca medioevale bisognerà però aspettare il XV secolo in Italia per assistere allo sviluppo e alla diffusione delle macchine per la segagione del legno, che vedranno un buon utilizzo soprattutto nelle valli alpine della Repubblica di Venezia – dove saranno così diffuse da prendere il nome di “segherie veneziane”!


Immaginiamoci questi macchinari interamente realizzati in legno (con l’ovvia eccezione della sega) e costituiti da un edificio a due piani posto in prossimità di un corso d’acqua: al piano inferiore i meccanismi, e a quello superiore la sega vera e propria e un carrello porta tronco.


La “sega veneziana” era diffusa anche in Europa, dove oltre all’energia idraulica veniva utilizzata quella eolica o in alcuni casi anche quella animale. Tuttavia, se si esclude l’area veneta, in Italia il taglio del legname era eseguito quasi del tutto con utensili a mano a causa dell’assenza delle condizioni necessarie allo sviluppo di questo tipo di macchinario protoindustriale.


La rivoluzione industriale


L’invenzione della macchina a vapore a fine Settecento in Inghilterra rivoluziona completamente lo scenario, rendendo disponibile una fonte di energia meccanica anche là dove erano assenti le fonti di energia naturale che movimentavano le macchine fino ad allora.


È l’inizio di una nuova era: fioriscono i commerci, si sviluppano rapidamente nuovi settori nell’industria manifatturiera e il passaggio al carbone come fonte energetica principale rappresenta un passo cruciale per ripensare nuovi macchinari dai rendimenti maggiori e di qualità sempre superiore. Ed è proprio in questo contesto che il settore della segagione dei legnami vive un momento di grazia con il vasto miglioramento tecnologico delle seghe meccaniche a telaio e la nascita di nuovi macchinari, come la sega circolare e la sega a nastro.


Verso la fine dell’Ottocento, a Londra, vengono anche introdotte le prime seghe a banco, con una trasmissione che invece di funzionare a ingranaggi viene effettuata tramite una cinghia che parte dal volano, sul quale sono montate anche delle pulegge per il funzionamento a vapore.

Nel 1922 viene introdotta nel mercato la troncatrice radiale, costituita da una sega circolare azionata da un motore elettrico, montata su un braccio orizzontale scorrevole che l’operatore tira a sé durante l’operazione di taglio. Sarà un utensile molto utilizzato negli anni, che nel Dopoguerra verrà affiancato, e in alcuni casi sostituito, dalle prime troncatrici a lama ascendente, più sicure ed efficienti.


Gli ultimi decenni


All’inizio degli anni ’80 alcune aziende abbinano alle troncatrici a lama ascendente sistemi elettronici per il posizionamento automatico del legno. Tra queste aziende, in Veneto, quasi a raccogliere l’eredità delle “segherie veneziane”, c’è Salvador, tra le prime a livello mondiale a intuire il potenziale di questa soluzione: nel 1982 alla fiera Xylexpo, la biennale mondiale delle tecnologie del legno, l’azienda presenta un macchinario innovativo con spintore a controllo numerico, e col passare degli anni questa tecnologia viene via via applicata ad altri modelli di troncatrici tra cui le macchine passanti. Si tratta di una scelta di estrema importanza, in quanto oltre a velocizzare il taglio garantisce anche l’ottimizzazione del processo, riducendo significativamente lo scarto del legno.


In questi 40 anni di sviluppo, le macchine Salvador si sono evolute per essere sempre più performanti, sicure e interconnesse, proiettandosi verso un futuro dove saranno sempre più integrate nei network aziendali, ricevendo e trasmettendo informazioni tra loro in maniera autonoma.


Siamo arrivati alla fine di questo panoramica sull’evoluzione dei macchinari per il taglio legno. Se avete ancora negli occhi le immagini di questi antichi e affascinanti macchinari… potete provare a confrontarle con quelle dei nostri prodotti!





Fonti:


Emanuele Zamperini, Evoluzione delle tecniche di taglio e segagione dei legnami da opera tra inizio Ottocento e metà novecento, in Storia dell’Ingegneria. Atti del 4 Convegno Nazionale, tomo II, aprile 2012.


Manfred Powis Bale, Woodworking Machinery, 1894.

wikipedia.org/wiki/Radial_arm_saw.

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