Piano di Transizione 4.0: incentivi e finanziamenti per le aziende

29 | 10 | 2021

“L’emergenza non ha arrestato la crescita dell’Industria 4.0, a conferma del fatto che non è stata una moda passeggera ma una progettualità che sta rinnovando il settore industriale italiano in modo persistente”, commenta Marco Taisch, professore ordinario di Advanced & Sustainable Manufacturing del Politecnico di Milano e responsabile scientifico dell’Osservatorio Transizione Industria 4.0.

Il comunicato stampa del 19 ottobre del Consiglio dei Ministri ha fatto sapere che: “sono prorogate e rimodulate le misure di transizione 4.0 e quelle relative agli incentivi per gli investimenti immobiliari privati. Vengono rifinanziati il Fondo di Garanzia Pmi, la cosiddetta “Nuova Sabatini” e le misure per l’internazionalizzazione delle imprese”. In questo frangente sono stati oltre 300 milioni i fondi destinati a rifinanziare la Nuova Sabatini, misura che ha l’obiettivo di sostenere gli investimenti produttivi delle piccole e medie imprese per l’acquisto o l’acquisizione in leasing di beni strumentali, sia materiali (macchinari, impianti, attrezzature e hardware) che immateriali (software e tecnologie digitali), ad uso produttivo. Queste risorse vanno a sommarsi allo stanziamento di 425 milioni di euro del decreto Sostegni bis. 

Il 28 ottobre, poi, il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno della Legge di Bilancio 2022 e, all’interno del pacchetto di misure e interventi previsti per sostenere la crescita e la competitività del Paese, il governo ha inserito anche la proroga degli incentivi del piano Transizione 4.0, con un rifinanziamento dei crediti di imposta. Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali, previsto dal Piano di Transizione 4.0, supporta e incentiva le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato italiano. La proroga prevista sarà di 3 anni per i beni strumentali e di 10 anni per ricerca, sviluppo e innovazione. Si è stabilito, inoltre, che, a partire dal 1° gennaio 2023, le aliquote agevolative verranno rimodulate e che la Nuova Sabatini verrà rifinanziata con 180 milioni per ciascun anno dal 2022 al 2026.

Nel 2021 per gli acquisti dei beni materiali erano previste aliquote del 50% per investimenti fino a 2,5 milioni, 30% per investimenti da 2,5 a 10 milioni e 10% per investimenti da 10 a 20 milioni.
Gli investimenti con credito di imposta al 50% possono essere fatti fino al 30/06/2022, a condizione che entro il 31/12/2021 sia stato versato un acconto in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Nel 2022 queste aliquote diminuiranno come segue: 

  • 40% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • 20% per investimenti da 2,5 a 10 milioni;
  • 10% per investimenti da 10 a 20 milioni.

A partire dal 1° gennaio 2023 e fino a tutto il dicembre 2025, con consegna allungata fino al giugno 2026, ci sarà un’ulteriore riduzione secondo questo schema:

  • 20% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • 10% per investimenti da 2,5 a 10 milioni
  • 5% per investimenti da 10 a 20 milioni.

I nuovi incentivi pensati per il triennio 2020-2023 coprono anche gli investimenti fatti a partire da novembre 2020, per tutto il 2022 con consegna dei beni fino a giugno 2023 in caso di pagamento anticipato dell’acconto. 

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